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La Via Maestra per un nuovo modello di sviluppo

29 Settembre 2023 | Uncategorized

La manifestazione del 7 ottobre a Roma, La Via Maestra per un nuovo modello di sviluppo, promossa da oltre 100 associazioni e reti della società civile, la CGIL in testa, ma poi ANPI, ARCI, ACLI, movimenti ambientalisti e per la pace, LIBERA  la FILEF, è un importante appuntamento per il il nostro nostro Paese.

Le richieste che saranno portate in piazza sono molteplici e riguardano alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo: il lavoro, la salute, l’istruzione, l’ambiente, la pace, la migrazione.

In particolare, la manifestazione rivendica il diritto al lavoro stabile, libero e di qualità, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto a un ambiente sano e sicuro, il diritto alla pace.

Questi diritti, si legge nell’appello, si garantiscono solo attraverso una redistribuzione delle risorse e della ricchezza che chieda di più a chi ha di più.

La manifestazione è anche un’occasione per esprimere il proprio dissenso nei confronti di alcune scelte del governo, come l’autonomia differenziata e il superamento del modello di Repubblica parlamentare.

Queste scelte,porterebbero alla disarticolazione di un sistema unitario di diritti e di politiche pubbliche, e ridurrebbero ulteriormente gli spazi di democrazia e partecipazione.

La manifestazione del 7 ottobre è dunque un’occasione per dare un segnale forte e univoco: la società civile chiede un nuovo modello di sviluppo, fondato su uguaglianza, solidarietà e accoglienza.

Un modello che garantisca a tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione sociale, economica o territoriale, i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione.

La manifestazione è anche un’occasione per rilanciare la democrazia partecipata. Le associazioni promotrici hanno infatti lanciato un percorso di confronto, iniziativa e mobilitazione comune che, a partire dai territori, rimetta al centro la necessità di garantire a tutte le persone e in tutto il Paese i diritti fondamentali.

Migrazioni e autonomia differenziata

Due i temi della manifestazione che vorremmo sottolineare, il tema migrazione e quello dell’autonomia differenziata.

Solidarietà e accoglienza sono i principi alla base di una società volta a garantire il riconoscimento dei diritti a chi fugge da guerre, persecuzioni, miseria e devastazioni ambientali. 

Uguaglianza e partecipazione rappresentano principi costituzionali che misurano il grado di coesione di un Paese che deve garantire il riconoscimento dei diritti di cittadinanza, le pari opportunità e una compiuta integrazione sociale anche delle persone immigrate. 

Bisogna riformare in Italia, ma anche in Europa,  la legislazione che regola il fenomeno migratorio, senza dimenticare le storture in tema di mobilitá dei cittadini europei.

Bisogna realizzare che non esiste nessuna invasione. A fronte di anche 150.mila arrivi, se ci fosse una politica organica per gestirla, si tratterebbe di distribuire 15 persone per ogni comune italiano. Ma siccome si sguazza nell’approccio emergenziale, la situazione è al momento disastrosa a livello organizzativo. 

Bisogna superare l’approccio punitivo, sia della Bossi FINI, ma anche della Turco Napolitano, che ricordiamo ha introdotto per la prima volta i CPR e un perseguire chi “fa entrare stranieri nel territorio italiano senza permessi”.

Servono corridoi di ingresso legali e sicuri, così si eliminano gli scafisti e la mafie che gestiscono i flussi illegali.

E la gestione dei flussi migratori vanno sempre legate ad un welfare territoriale su cui bisogna tornare ad investire, per non dare la stura alle destre che contrappongono migranti, che usano risorse, e ai cittadini residenti che invece si trovano in difficoltà. 

Serve una riforma sull’acquisizione di cittadinanza, e penso ai migliaia di ragazzi, nati sul territorio italiano, che frequentano le scuole italiane, ma che non sono considerati cittadini italiani.

I progetti di autonomia differenziata, così come nella proposta di legge Calderoli, avranno degli effetti anche per i cittadini italiani residenti all’estero. 

In base alle competenze che sarebbero trasferite alle regioni, ci si ritroverebbe in una giungla di norme diverse e di una concorrenza tra regioni che renderebbero ancora piú complicato un possibile rientro.

Senza considerare che il gap di sviluppo nord-sud  andrebbe ad aumentare a dismisura, con un centro nord che si aggancerebbe sempre di più alle nazioni forti dell’europa e un sud, abbandonato a se stesso e trasformato nel parco giochi estivo di mezza europa. 

Dall’estero, diverse organizzazioni che sostengono e promuovono la manifestazione stanno organizzando o dei sit in o una partecipazione simbolica digitale. 

Ci saranno iniziative a Berlino, Bruxelles, probabilmente Parigi. La Filef ha lanciato una campagna di sostegno on line, se volete partecipare mandateci un vostro messaggio di sostegno con una vostra foto e creeremo un carosello in contemporanea alla manifestazione. Mandate i vostri messaggi o per mail a re**********@gm***.com o via whatsup allo +32472098231. In piú daremo una copertura in diretta dalla manifestazione.

Qui il video editoriale

Qui il rimando allo speciale della manifestazione, dove trovare il manifesto e gli altri materiali