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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – 2a puntata

25 Ottobre 2021 | Approfondimenti

Pubblichiamo la seconda parte dell’intervista di Radio MIR a Eugenio Marino, dirigente nazionale del Partito Democratico, responsabile organizzazione per Sud e isole

Cominciando a entrare nello specifico del PNNR, cosa è previsto per il Sud?

Le amministrazioni centrali destinatarie di interventi del PNRR sono obbligate a destinare almeno il 40% delle risorse del Piano alle regioni del Mezzogiorno.
Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio (all’interno del Ministero per il Sud) ha l’obbligo di verificare il rispetto di questo obiettivo. Preciso, però, che questo 40% di risorse è aggiuntivo ai finanziamenti e progetti ordinari assegnati dallo Stato alle regioni del Sud con manovre, finanziarie o altri provvedimenti, tipo, ad esempio, la fiscalità di vantaggio per le imprese che assumono al Sud.

E queste risorse sono già stato erogate o sono ancora sulla carta?

In questa direzione la Commissione europea ha già erogato all’Italia, come prefinanziamento24,9 miliardi di euro (di cui quasi 9 miliardi a fondo perduto e quasi 16 come prestiti). Proprio ieri, poi, la Cabina di Coordinamento Integrata ha definito il pacchetto degli interventi da 1 miliardo e 780 milioni per la ripresa e lo sviluppo economico delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e 2016-17. Che prevede due grandi direttrici:

  • la prima dedicata a “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, con una dotazione di 1.080 milioni di euro;
  • la seconda al “Rilancio economico e sociale”, con 700 milioni di fondi disponibili.

Entrambe articolate in quattro progetti specifici. Il Comitato Agevolazioni, invece, ha deliberato – sempre ieri – la riapertura del “nuovo” Fondo 394: lo strumento pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha l’obiettivo di favorire la transizione digitale e verde delle PMI italiane a vocazione internazionale. Al Fondo, gestito da SIMEST in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri, è assegnato più di un miliardo di euro – di cui 400 milioni a fondo perduto. In questo cotesto già il 28 ottobre partirà il “Portale operativo” per la ricezione delle domande di finanziamento. E già dal 21 ottobre, le imprese potranno pre-caricare il modulo di domanda firmato digitalmente, rendendo più semplice l’iter di richiesta dei fondi. Fondi destinati esclusivamente alle piccole e medie imprese. Complessivamente, a oggi possiamo dire che sono state approvate 8 riforme su 27 e 5 investimenti su 24 per il 2021. Il dettaglio su queste riforme e questi investimenti si farà in queste settimane attraverso la riunione di cabine di regia settoriali con i ministri competenti e una cabina di regia con gli enti locali.
Solo a quel punto potremo verificare l’avanzamento dei target da qui al primo semestre 2022, l’impostazione del lavoro di ciascun ministero, gli ostacoli e le criticità.

Quali sono investimenti e riforme già attuate fin qui all’interno di questi target?

I 5 investimenti fatti fino a oggi “coinvolgono” il ministero della Transizione ecologica (cioè la proroga del Superbonus), la Pa, lo Sviluppo economico, gli Esteri e la Giustizia (cioè le assunzioni).
Le 8 riforme, invece, sono in via di ultimazione e approvazione in Parlamento.
Di queste sono state concluse le 3 riforme che riguardano il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione. Vanno invece ultimate:

  • quelle che riguardano la gestione del Covid;
  • il pacchetto sull’università (cioè le classi di laurea, i dottorati, gli alloggi per gli studenti);
  • la spending review;
  • le misure contro l’evasione fiscale;
  • e la legge sulla concorrenza e le concessioni, che si farà proprio in questo mese di ottobre.

Tra gli investimenti in corso e in via di realizzazione, poi, ci sono:

  • progetti per la gestione dei rifiuti e l’economia circolare;
  • un fondo per l’imprenditorialità femminile;
  • un appalto per il portale del turismo digitale;
  • un investimento sugli autobus elettrici;
  • borse di studio per l’università;
  • servizi alle persone vulnerabili;
  • fondi per le imprese turistiche;
  • un credito d’imposta per le strutture ricettive;
  • un programma contro l’inquinamento e uno sui rischi di alluvioni e idrogeologici;
  • l’ammodernamento del parco digitale degli ospedali.

Si tratta di un lavoro complesso. Ma come facciamo a capire se i singoli ministeri arrivano al risultato?

Vengono esaminati i Targets (cioè obiettivi quantitativi) e i Milestones (i traguardi qualitativi), parametri che la Commissione Europea utilizzerà per stabilire, ogni sei mesi, se l’Italia ha rispettato gli impegni presi e ha quindi diritto a ulteriori tranche di finanziamenti (in tutto 10 fino al 2026). Per ottenerli dobbiamo conseguire 528 Milestones e Targets (M&T) relativi a 134 investimenti e 63 riforme. Circa i traguardi qualitativi richiesti dall’UE, per il secondo trimestre del 2021 erano 5 e sono stati tutti centrati. Riguardavano:

  • le norme sulla governance;
  • quelle sulle procedure e l’attuazione del PNNR;
  • il decreto sulla semplificazione degli appalti e della implementazione dei progetti Ipcei sulla microelettronica.

Altri 5 obiettivi avrebbero dovuto essere conseguiti nel terzo trimestre del 2021, tra luglio e settembre scorsi, ma in questo caso è stato raggiunto solo quello che riguarda il rifinanziamento del fondo Simest per l’internazionalizzazione delle PMI. Restano in corso d’opera gli altri 4, di cui 1 in capo al Ministero dello Sviluppo economico e a quello per le Pari Opportunità cioè il fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile e 3 obiettivi in capo al Ministero della Transizione Ecologica:

  • cioè i progetti delle municipalità in materia di gestione dei rifiuti;
  • i progetti di economia circolare;
  • e il piano per il monitoraggio dei rischi idrologici.

E nel trimestre ottobre-dicembre cosa rimane da fare e riusciremo a portarlo a termine?

Nell’ultimo trimestre del 2021 dovranno essere realizzati 41 M&T (Milestones e Target).
E siamo messi abbastanza bene, perché di questi 41, 7 sono già stati raggiunti:

  • la riforma degli acquisti Itc;
  • la riforma del processo penale;
  • le norme per le assunzioni semplificate;
  • la riforma della Pa;
  • le procedure più rapide per la valutazione dei progetti sui trasporti pubblici locali;
  • il potenziamento del Superbonus;
  • l’accelerazione delle procedure per i progetti ferroviari.

Infine, per concludere la puntata di oggi, aggiungo che in questo trimestre il ministro della Giustizia Marta Cartabia, completerà la riforma del processo civile, quella in materia di insolvenza e le assunzioni nei tribunali civili, penali e amministrativi. Mentre il Ministro dell’Economia Daniele Franco deve portare a termine la riforma della riscossione in chiave anti-evasione. Il Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, deve completare il varo dell’hub del turismo digitale. Il Ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, deve provvedere agli investimenti per i bus elettrici. E il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sta completando la riforma delle politiche attive col programma Gol.